Palazzo Comunale
Solenne, raffinato, articolato nelle sue forme sintetizza l’importanza del primo libero comune della Maremma settentrionale. Con la Charta Libertatis concessa nel 1201 dal feudatario Ildebrandino VII degli Aldobrandeschi i suveretani acquisirono il diritto di compravendita e accogliere nuovi abitanti. Molto bella la loggia dei giudici da dove si emettevano sentenze e decisioni comunitarie. La torre con l’orologio ospitava anticamente la campana utilizzata per convocare l’assemblea degli Anziani.
Convento e Chiostro di San Francesco
Qui si respira la storia e il chiostro sembra proteggere l’intimità delle vicende suveretane. Cinque arcate caratterizzano i quattro lati che si affacciano sulla corte a pianta quadrata. La chiesa di San Francesco oggi è una casa vacanze e l’antico convento ospita abitazioni private. Nel 1313 qui “fue cotto” il corpo dell’imperatore romano Arrigo VII di Lussemburgo per evitare la decomposizione durante il viaggio tra Buonconvento, dove morì, a Pisa, luogo della sepoltura.

Chiesa del SS Crocifisso
Piccola e semplice costruzione cinquecentesca che si appoggia al convento di San Francesco custodisce all’interno il Crocifisso ligneo intagliato (1420) dedicato alla Santa Croce, patrono di Suvereto.
Chiesa e Fonte della SS Annunziata
Si trova in un luogo magico, nei pressi di un tornante immerso nel bosco tra Sassetta e Suvereto. Solitaria e abbandonata, costruita tra i secoli XI e XIII è avvolta nel mistero e nella leggenda che la indica come la novantanovesima chiesa fatta costruire da Matilde di Canossa: per poter dire messa ne avrebbe dovute edificare cento per volere di papa Gregorio VII ma si fermò qui. A due passi dalla chiesa si trova la fonte omonima ben nota a escursionisti e ciclisti della zona per l’acqua fresca e dissetante.
Fonte degli Angeli
Per secoli è stato il luogo dove i suveretani si incontravano per abbeverare il bestiame, dissetarsi o fare scorte d’acqua; transumanti, contadini, pellegrini, barrocciai e postini si fermavano in questa area di sosta ante litteram restaurata nel 1582 dal principe di Piombino, Jacopo VI di Appiano: sussurri, confidenze, notizie. Se gli angeli della fonte potessero parlare… quante storie!
Fonte di Belvedere
Per molti suveretani è un luogo dove incontrare il Genius loci del loro territorio. Sulla strada per Belvedere la fonte è un luogo di infinita tranquillità che invita alla sosta per perdersi con lo sguardo sui tetti di Suvereto, la Val di Cornia e i contorni azzurri di Montecristo e dell’Isola d’Elba.

Museo d’Arte Sacra
Pregiata collezione di quadri, sculture, arredi e paramenti sacri che definisce il ruolo di Suvereto in ambito ecclesiastico tra il Medioevo e la prima età moderna. Da non perdere le sculture lignee trecentesche di Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta e la scultura marmorea quattrocentesca della Madonna con Bambino di Andrea Guardi. Il museo è ospitato nella chiesa di San Michele Arcangelo, costruita a fine ‘800.
Museo artistico della Bambola
Viaggio nel sorprendente mondo della bambola grazie alla preziosa collezione donata da Maria Micaelli, importante testimonianza di valore storico e artistico che va dalla ricerca dei materiali e alle tecniche costruttive dalla fine del XIX a oggi. Dai Bamboli Sardi alle bambole di Casa Lenci con Violetta ispirata alla Traviata di Verdi, alle bambole artistiche dipinte da Eugen.
Colle Vento
“Piccolo è bello” scriveva Ernst Friedrich Schumacher, economista e filosofo tedesco nel 1973. 40 mq di cantina e poco più di un ettaro. Il vino? Un sangiovese con ombre di ciliegiolo, canaiolo e merlot. Qui il biologico è un modus vivendi che va oltre l’etichetta ispirato alla naturalità, all’artigianalità e all’ospitalità.
Gualdo del Re
Una delle storiche tenute della Val di Cornia che con I’Rennero, Merlot in purezza e Cabraia ottenuto con uve di Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon racconta le enormi potenzialità di questa zona. Oltre alla cantina ci sono il ristorante e Il casale immerso nei vigneti che offre ospitalità.
I Mandorli
Quella di Belvedere è una collina che parla con le pietre, in particolare col galestro, friabile e fonte di minerali per una terra già ricca per le vicine Colline Metallifere. “Qui le vigne abbracciano la roccia e sentono i minerali regalando un vino che trova la sua originaria identità nel suolo”. Ambiente perfetto per impiantare le prime vigne sposando i principi della biodinamica, l’azienda è il piccolo grande paradiso di Massimo Pasquetti e la figlia Maddalena.
Il Bruscello
Il profumo di una quotidianità familiare, storie contadine, affetti e convivialità. La campagna suveretana che non si omologa a qualsivoglia tendenza si identifica nel Bruscello dove le persone vivono in simbiosi con la terra. Laura e Michele hanno una certezza: “Il vino che esprime questo territorio è l’Ansonica barricato; per anni ignorato da tutti ma noi ci abbiamo sempre creduto”.
Incontri
Alessandro Martelli è vignaiolo che guarda il mondo e la sua terra con sensibilità, deus ex machina di un’azienda biodinamica a circuito chiuso che non necessita di procurarsi esternamente materie prime come il concime. Tra i vini (Vermentino, Trebbiano, Cabernet e Merlot) si segnala un apprezzato Vermentino Orange Wine e uno Spumante con metodo classico ancestrale senza aggiunta di zuccheri né lieviti.
La Fralluca
È la creazione di Luca e Francesca, vignaioli ispirati. “Non ci pieghiamo a logiche imposte dal mercato o da esigenze di etichetta e perseguiamo un fine etico, dalla produzione alla comunicazione”. La terra di Barbiconi è all’origine di un vino dal carattere forte, mai convenzionale, elegante nel portamento e nell'anima.
La Bulichella
Un sogno che arriva da lontano: ventimila chilometri su una Yamaguchi 125 a due tempi, dal Giappone all’Italia. Miyakawa Hideyuki vedeva bene dove stava andando il mondo. Per lui il territorio è sempre stato un valore da curare, più che da sfruttare. Negli anni ’80 La Bulichella era un’azienda visionaria e un agriturismo autentico che tuttora mantiene una forte identità. Prodotti dell’orto, olio extravergine d’oliva ma soprattutto vino biologico di grande qualità.
Michele Russo
Mare, colline e cipressi fanno da sfondo a una pianura che profuma di Maremma, solitaria, accogliente, selvaggia. Nei racconti di Michele si alternano sbuffi di disincanto bartaliano (l’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare…) e ventate di entusiasmo, specialmente quando parla di vino che deve essere riconoscibile e con una precisa identità, proprio come il suo Barbicone prodotto con uve di Sangiovese, Colorino e Pugnitello, che è fedele al territorio.
Macchion dei Lupi
Quando Carlo Parenti si siede sulla terra appoggiandosi ai vitigni lo fa come avviene con un divano: è nella sua comfort zone. Biodinamica significa relazionarsi in modo sano, rispettoso e sostenibile all’elemento terra. Il progetto iniziale ruotava sui vini rossi, ma oggi è l’unico produttore di Suvereto che vede nei vini bianchi la centralità della produzione, infatti in zona lo chiamano “il bianchista”. E ha un debole per l’Ansonica,
Tenuta Casadei
Percorso esperienziale in equilibrio tra l’essenza della natura e le mani dell’uomo, nel segno di etica, estetica e biodiversità. Non solo cantina e vigneti ma il giardino delle farfalle, l’orto simbolo di autonomia alimentare, nutrizione al ritmo delle stagioni e trattamenti biodinamici. L’osservazione inizia dal “Cannocchiale”, parallelepipedo di pietra affacciato sulla tenuta e il territorio suveretano.
Terravita
Mission di quest’azienda è produrre vini biodinamici con una forte identità, in equilibrio con Madre Natura, eleganti nel gusto e nell’anima. In questo piccolo paradiso tra i fiumi Cornia e Miglia nasce un vino fedele alla terra e al frutto che esprime convivialità ed invita ad un approccio energico e spirituale. Terravita è anche un agriturismo che regala una tranquillità infinita immersi tra le vigne.
Tua Rita
L’equilibrio tra le origini e uno sviluppo consapevole e sostenibile dell’azienda è l’elemento che ha sempre protetto l’autenticità di questo luogo. Redigaffi è una firma importante nel mondo vinicolo internazionale ma in cantina e nei vigneti si sente la semplicità e la ricchezza del piccolo mondo contadino suveretano, sempre aperto verso grandi orizzonti.
Frantoio Oleario Giovani
Oltre alla produzione propria il frantoio lavora per conto terzi e costituisce un luogo familiare a molti coltivatori della zona. Nel punto vendita oltre a olio EVO convenzionale e biologico si possono prodotti del territorio come olive in vasetti al naturale o in salamoia, sughi di selvaggina, pasta artigianale e vini locali.
Il Felciaione
Andriolo, Verna, Timilia, Senatore Cappelli. Luca Balleri, guarda al futuro macinando grani antichi. Il mugnaio curioso, colto, appassionato di farine è, insieme alla moglie Valentina Bezzi, l’anima dell’azienda agricola Il Felciaione specializzata nella produzione di cereali macinati a pietra e quindi nella vendita di farine e semole di grani moderni e antichi. La macinatura a pietra garantisce una qualità alta conservando i principi nutritivi del cereale in natura, un maggior quantitativo di crusca e la conservazione del germe nella sua totalità.
La Cortevilla
La Cortevilla è un’azienda agrituristica ecosostenibile, dall’architettura alla produzione di energia, allo smaltimento di rifiuti. Paolo e Marina praticano agricoltura biologica e biodinamica “perché solo rispettando la terra si possono ottenere ortaggi e frutta sani e di qualità”. In azienda si possono acquistare tutte le varietà di ortaggi, sott’oli, sughi, passata di pomodoro e confetture.
Le Germandine
Ci sono luoghi che parlano con la grande bellezza del paesaggio e l’anima di persone incarnano l’estetica con una grande sensibilità verso l’essenza della natura. Pietro e Laura sono liguri ma hanno scelto le colline della Val di Cornia per coltivare, trasformare con metodo biologico piante officinali e aromatiche. Il liquore "d'erba Luisa" e il Liquore di Mirto valgono un viaggio. Se poi si vuole sentire in un solo sorso tutto il Mediterraneo basta provare il Digestivo a base di 24 erbe.
Pasquini & Ridulfo
Azienda “totale” che racconta il territorio. Vengono infatti coltivati ortaggi e frutta per i quali questo territorio è naturalmente vocato.: insalate, cavoli, radicchio e cipolla, zenzero, fragole, meloni, angurie e buonissime pesche. Molto interessante il lavoro su prodotti particolari come il Daikon (ravanello giapponese), le rape tonde dal colletto verde o le bietole da costa colorate. Frutta e verdura non vengono confezionati e si vendono in cassetta risparmiando su imballaggi senza incidere sull’ambiente. Comprare al banchetto dell’azienda agricola riproduce la pratica ormai quasi dimenticata di fare la spesa dal contadino nella certezza che si acquistano prodotti biologici di qualità. E infine olio EVO, vino e birra agricola.
Piastraia di Orlando Pazzagli
Una vita tra gli olivi. È questa in massima sintesi la vita di Orlando Pazzagli, disincantato custode di antichi e bellissimi olivi che dalla collina guardano il piccolo grande mondo di Suvereto. Piastraia è una delle fattorie più antiche della zona che già nel ‘700 produceva olio e cereali. L’olio EVO racconta essenze, profumi, sapori e luce di questo paradiso che si affaccia verso Mezzogiorno.
Stefano Pazzagli
La famiglia Pazzagli è un pezzo di storia dell'agricoltura in Val di Cornia. Oggi l’azienda agricola di Stefano è un simbolo concreto di biodiversità e autosufficienza. Nel 1995 è stato il primo a introdurre il farro in Val di Cornia. Poi è stata la volta dei grani antichi: il Senatore Cappelli per la pasta e il Verna per il pane di casa. Benvenuti nel regno di un contadino tanto umile, quanto geniale, orgoglioso del suo motto: "Rimarrò sempre piccolo; non inseguo il profitto e la crescita ma l'equilibrio con la terra".
Poggio Diavolino
Profonda cultura scientifica e sensibilità estetica, concretezza e fantasia con Fabiano Busdraghi diventano una sola entità declinata in agricoltura. E così a Poggio Diavolino è normale che le uova siano colorate, ovviamente non dipinte, ma tali per caratteristiche intrinseche della razza: rosa, azzurre, bianche, marroni cioccolato e verde bronzo! Ma il cuore dell'azienda batte forte per le verdure antiche, vale a dire specie che risalgono a qualche secolo fa o recenti ma dimenticate dall’agricoltura convenzionale. E poi ancora olio EVO, mucche, maiali e animali da cortile. E il senso dell’ospitalità è quello giusto. Fabiano e la sua famiglia hanno le chiavi per entrare nel mondo reale di madre natura.
Dal Cacini
Per gli amanti del pesce in cerca di emozioni. Ogni giorno il menù varia in base al pescato disponibile. Ottima materia prima e creatività di Marco Ticciati chef sensibile ed elegante nella creazione di ricette ispirate dal mare e dall’orto. Da non perdere la zuppa corsa. Eccellente la carta dei vini. L’ospitalità e l’accoglienza hanno il calore e la simpatia di Moira.
Terre di Mario
Terre di Mario è sinonimo di apicoltura biologica dove si pratica il nomadismo in territorio toscano: gli apiari vengono spostati in cerca di fioriture lontane da elementi inquinanti. E il miele è il frutto di un lavoro in perfetta sintonia tra Giulia, Federico e le loro api. Qui si producono diversi tipi di millefiori (primaverile e di macchia), mentre i mieli di acacia e castagno vengono prodotti tra montagna pistoiese, Mugello e grossetano. Il miele di sulla invece proviene dalle colline volterrane. Da provare il miele di girasole e la melata, un miele carico dal sapore caramellato.
Locanda delle Stelle
Cucina di terra e di mare che esprime una discreta creatività ed equilibrio nella composizione di piatti, molto spesso belli da vedere e buoni da gustare. Da provare i tortelli al ragù di cinghiale, l’anatra con fois grois e vino antico, i calamari ripieni su pesto di zucchine, pistacchi e pomodori secchi con corn flakes croccanti e il timballo di grano, porri e cavolo nero con crudo di gambero rosa e bisque di crostacei.
l’Ciocio
Cucina ispirata alla tradizione toscana e impreziosita da Fabrizio Caponi bravo interprete del suo territorio. Il ristorante è l’espressione dell’azienda agricola caratterizzata dalla coltivazione di grani biologici. Le farine prodotte nel mulino aziendale vengono utilizzate per panificazione, pasticceria e pasta fresca. Da provare i tortelli con stufatino di cinghiale, liquirizia e grue di cacao e la Reale familiare, carne di bovino marinata nel mosto di vino con salsa di acciughe e capperi. Cantina all’altezza.
Il Caminetto
Taglieri , pizze apprezzate per l’impasto e gli ingredienti sempre gustosi. Buoni i tortelli maremmani, i pici all’aglione e il cinghiale alla suveretana.
Il Melograno
Osteria e pizzeria che privilegia i prodotti del territorio di aziende locali. Pizze con impasti semintegrali e ai cereali. Vini e Olio EVO di Suvereto.
La Sugheraia
Trattoria con specialità di terra e di mare. Da provare i cappellacci ripieni alla crema di mascarpone e crema di caffè.

BOS Fuoco e Grano
Cucina toscana tipica con taglieri, carni selezionate, tortelli e pasta fatta in casa. Da provare la fiorentina.

Mordi e Fuggi
Pizza al taglio da asporto; gustosa e saporita.
Enoteca dei Difficili
Vini e taglieri con salumi e formaggi locali. Zuppe della tradizione toscana. Oltre alla buona scelta di vini, birre artigianali, distillati e cocktail.

Il Torrione
Bar, pizzeria e spaghetteria a ridosso delle mura.
La Barona Bistrò
Aperitivi, Stuzzichini, cocktail, e piatti come spaghetti cacio e pepe o carpaccio di Angus; gustosi panini con hamburger, panini e focacce.
Enoteca delle Carceri
Splendida location nel cuore di Suvereto. Enoteca che offre tutti i vini suveretani accompagnati da stuzzichini e piatti particolari con guancia di suino, trippa, tortelli, cantucci e vin santo. Anche tavoli all’aperto.

La Foresta
Trattoria e bar on the road all’ingresso del Parco di Montioni. Atmosfera toscana e cucina tradizionale con re cinghiale sempre presente. Talvolta anche famigliole di cinghiali in presenza nei dintorni della trattoria.
Il Gallo Golosone
Gelati e dolci tradizionali, un punto di riferimento per i golosi a Suvereto.
Quel Pellaio di Diego
Diego Daddi progetta e realizza scarpe. Forme, rifiniture, cura del dettaglio, cuciture a mano le rendono pezzi unici, indiscutibilmente belli ed eleganti. La produzione è limitata perché tutto viene fatto a mano: dalle classiche inglesine, francesine e intramontabili “clark” a scarponi tipo “derby”, stivali da lavoro e per cavalcare e straordinari stivali buttero.
SuberBello
Artigianato al femminile nel segno del sughero, elemento identitario di Suvereto. Le idee, la creatività e il gusto di Francesca Pagnini e Sonia Niccolai che inventano gioielli, portachiavi, bottigliette con materiale ecologico e riciclato.

Agriturismo Poggetto Masino
In azienda si produce un ottimo olio extravergine d’oliva IGP. Benvenuti in uno dei primi agriturismi della zona e accogliente agricampeggio aperti da marzo a ottobre.

Agriturismo Garganone
Nel cuore del Parco di Montioni, immersi nella natura. Ospitalità familiare e luogo affascinante.

Agriturismo La Fonte di Vivalda
Casale in pietra tra gli ulivi. Ospitalità in appartamenti indipendenti, piscina e ristorante. Bella location immersi nella campagna toscana.

